La terra sul filo del rasoio: il 2016 si è chiuso con un riscaldamento record di 1,5 °C

Giovedì 5 gennaio 2017

  • Il 2016 si è confermato l'anno più caldo mai registrato, con un aumento prossimo a 0,2 °C rispetto al 2015
  • Le temperature globali hanno raggiunto un picco nel febbraio 2016, quando è stato rilevato un incremento dei valori pari a circa 1,5 °C rispetto all'inizio della Rivoluzione Industriale
  • Condizioni estreme hanno interessato diverse regioni della Terra
 

Secondo il Copernicus Climate Change Service (C3S), la prima analisi globale di tutto il 2016 ha confermato l'anno appena passato come il più caldo mai registrato e ha visto il pianeta riscaldarsi di quasi 1,5 °C.

Le ultime cifre rilevate dal C3S, che fa parte del programma di osservazione terrestre Copernicus della UE, mostrano come la temperatura globale del 2016 abbia superato i 14,8 °C e sia stata di circa 1,3 °C più alta rispetto ai valori tipici degli anni intermedi del XVIII secolo. Il 2016 ha visto un aumento di quasi 0,2 °C rispetto al 2015, finora l'anno più caldo mai registrato. 

Nel 2015 a Parigi diversi paesi hanno convenuto di adoperarsi al fine di limitare l'aumento della temperatura al disotto dei 2 gradi rispetto al periodo pre-industriale e di sforzarsi per non eccedere 1,5 gradi di aumento, riconoscendo che questo ridurrebbe significativamente i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici.

Un clima più pericoloso

Il riscaldamento globale aumenta la probabilità di eventi meteorologici estremi come ondate di calore, siccità e inondazioni. Inoltre, in futuro, il riscaldamento potrebbe causare ogni anno danni per miliardi di euro e compromettere la disponibilità di acqua fresca e il rendimento agricolo nei paesi più vulnerabili.

Il Direttore di Copernicus Services dell'ECMWF, Juan Garcés de Marcilla, ha commentato:

Stiamo già osservando in ogni parte del globo gli effetti del cambiamento climatico. Le temperature terrestri e marittime sono in aumento insieme ai livelli dei mari, mentre l'estensione del ghiaccio marino, il volume dei ghiacciai e la copertura nevosa di tutto il mondo sono in diminuzione. L'andamento delle precipitazioni sta mutando e condizioni estreme associate al clima, come ondate di caldo, inondazioni e siccità, registrano un incremento in molte regioni quanto a frequenza e intensità. L'impatto futuro del cambiamento climatico dipenderà dagli sforzi che facciamo adesso, in parte attuati attraverso una maggiore condivisione delle informazioni e delle conoscenze sul clima.

Per aiutare i responsabili delle decisioni a sviluppare efficaci soluzioni di adattamento e mitigazione, mettiamo a disposizione i dati del Copernicus Climate Change Service (C3S) e del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) in modo aperto e gratuito. Integrando le informazioni raccolte dai sevizi Copernicus all'interno delle politiche e strategie riguardanti il clima, i governi, il settore privato e la società possono individuare e accordarsi su opportunità volte a contrastare l'ulteriore cambiamento climatico e ridurre la vulnerabilità nei casi in cui i suoi effetti non possano essere evitati".

C3S ha rilevato che nel febbraio 2016 le temperature globali avevano già toccato il limite di 1,5 °C, però vi era stata una forte influenza di El Niño, evento intermittente che comporta un periodo di riscaldamento. Tuttavia, le temperature globali sono rimaste ben al di sopra delle medie anche nella seconda metà del 2016 e sono state in parte accompagnate da un livello eccezionalmente basso della copertura di ghiaccio marino sia nell'Artico che nell'Antartico.

Il C3S ha rilevato che nel 2016 la maggior parte delle regioni del mondo ha registrato temperature superiori alla media. Le differenze più marcate nella temperatura regionale media sono state riscontrate nell'Artico ma si sono avute condizioni estreme anche nell'Africa meridionale all'inizio dell'anno, nell'Asia meridionale e sud-orientale prima dei monsoni estivi, in Medio Oriente alla fine dell'estate, e in alcune aree del Nord America in estate e autunno.

Oltre a temperature record, i servizi Copernicus dell'ECMWF hanno osservato altri eventi estremi accaduti nel 2016, inclusi considerevoli incendi boschivi a livello globale e l'aumento della CO2 presente in atmosfera. A maggio si sono verificati incendi distruttivi attorno a Fort McMurray, Canada, mentre a giugno e luglio sono stati osservati incendi boschivi estesi in Siberia, associati alle temperature superficiali più elevate dell'anno.

Per la prima volta la concentrazione di CO2 non è ridiscesa al disotto dei 400 ppm alla fine dell’estate boreale. Negli anni precedenti l’assorbimento da parte della vegetazione durante i mesi estivi avevano reso settembre il mese con la concentrazione di CO2 più bassa dell’anno.

Note per i curatori

Informazioni sui dati

I dati sulla temperatura di Copernicus si basano su milioni di distinte misurazioni quotidiane, poi analizzate dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) utilizzando metodi sviluppati per l'esecuzione di previsioni meteorologiche.

Le variazioni di temperatura globali ricavate dai dati di Copernicus e da altre serie di dati ampiamente utilizzate si differenziano in genere per meno di 0,1 °C per gli anni recenti. È probabile che lo scarto tra i valori sia superiore a 0,1 °C per il 2016 a causa delle differenze nella misura in cui i set di dati rappresentano le condizioni di calore associate a una copertura di ghiaccio marino eccezionalmente bassa.

La stima qui utilizzata prevede che la temperatura media climatologica intorno all’inizio della Rivoluzione Industriale fosse più bassa di 0,7 °C rispetto al periodo 1981-2010.

Informazioni su Copernicus

Copernicus è il principale programma di osservazione terrestre della Commissione Europa, il quale offre dati operativi liberamente accessibili e servizi informativi. Esso mette a disposizione degli utenti informazioni affidabili e aggiornate tramite una serie di servizi correlati a questioni ambientali e di sicurezza.

Il C3S è gestito dall'ECMWF per conto della Commissione Europea. L'ECMWF è un'organizzazione intergovernativa indipendente che genera e distribuisce previsioni meteorologiche numeriche per i propri 34 stati membri e cooperanti.

Istituti accademici e organismi che si occupano di ambiente in tutta Europa, inclusi i servizi meteorologici nazionali, svolgono un ruolo importante nel successo di Copernicus.

Il sito Web del Copernicus Climate Change Service è accessibile all'indirizzo https://climate.copernicus.eu/

Il sito Web del Copernicus Atmosphere Monitoring Service è accessibile all'indirizzo http://atmosphere.copernicus.eu/

Temperatura dell’aria a un’altezza di due metri per il 2016, mostrata rispetto alla media del periodo 1981-2010.
Temperatura dell’aria globale annua a un’altezza di due metri (asse sinistro) e variazione stimata dall’inizio dell’era industriale (asse destro). Fonti: Copernicus Climate Change Service, ECMWF, per i dati dal 1979; Met Office Hadley Centre, NASA e NOAA per i dati combinati precedenti al 1979.